Skip to main content
  • Aperitivo con l'autore - La valigia della memoria. Ricordi di prigionia di un Internato Militare Italiano
1 of 3

Aperitivo con l'autore - La valigia della memoria. Ricordi di prigionia di un Internato Militare Italiano

Thu 30 Jul 2026 18:30 - Fri 7 Aug 2026 20:30 Giardino Natural Bar Cafè, Meublè Cima Bianca, Bormio, 23032

Aperitivo con l'autore - La valigia della memoria. Ricordi di prigionia di un Internato Militare Italiano

Thu 30 Jul 2026 18:30 - Fri 7 Aug 2026 20:30 Giardino Natural Bar Cafè, Meublè Cima Bianca, Bormio, 23032

Lettura e dibattito del libro "La valigia della memoria Ezio Armando Salvadori - Ricordi di un internato militare italiano" a cura di Giovani Peretti edito da Alpina Editrice.

Ezio Armando Salvadori aveva poco più di vent’anni quando fu catturato dai tedeschi e deportato in un campo di internamento in Prussia Orientale e poi in Germania per due lunghi anni. Fu uno dei 650000 Internati Militari Italiani costretto al lavoro coatto tra fame, fatica, umiliazioni. Le memorie di Salvadori, scritte anni dopo con incredibile lucidità, sono uno sguardo diretto sulla realtà degli IMI, uomini che, a caro prezzo, scelsero di non collaborare col nazifascismo.

Una valigia di legno diventa un simbolo: non solo un contenitore per il poco cibo, ma un rifugio per i ricordi e per la dignità. Tutto ciò che aveva Ezio Armando Salvadori nei due anni prigionia nel campo di internamento in Germania dal 1943 al 1945.
Ezio Armando Salvadori aveva poco più di vent’anni quando la sua vita cambiò per sempre.
Con i compagni del 5° Reggimento Alpini era in Alto Adige l’8 settembre 1943, quando l’Italia firmò l’armistizio. Nel caos di quei giorni, fu catturato dai tedeschi e, come altri 650.000 soldati italiani, deportato nei campi di internamento. Privati dello status di prigionieri di guerra perché si rifiutarono di collaborare col nazifascismo, gli Internati Militari Italiani furono costretti al lavoro coatto e a sopravvivere tra fame, fatica, umiliazioni.
Salvadori passò due anni prima in Prussia Orientale, poi in Germania in una grande officina ferroviaria.
Nel suo diario, scritto anni dopo con incredibile lucidità, riaffiorano paura e solitudine, ma anche amicizia e piccoli gesti di umanità che aiutarono lui e i suoi compagni a resistere.
Nella prefazione, Giovanni Peretti contestualizza storicamente il diario, illustrando la vicenda degli IMI, uomini che scelsero di non collaborare col nazifascismo a caro prezzo. Una pagina di storia che merita di essere ricordata.

Location

Giardino Natural Bar Cafè, Meublè Cima Bianca, Bormio, 23032